Foto: Simona Trudu

Alessia Melchiorre

Gipi è punk. Molti l’hanno scoperto durante l’incontro a cui ha partecipato insieme a Luca Valtorta, direttore di XL Repubblica, in cui si è parlato di anarchia, musica e disegno. Doveva esserci anche Andrea Appino, leader degli Zen Circus, che però non è potuto essere presente.

Tornando a Gipi (in arte Gianni Pacinotti), si è fatto conoscere inizialmente per le sue doti di fumettista, grazie all’utilizzo di colori a olio o acquerello nelle sue storie. Oltre a essere illustratore per Repubblica, è anche autore di strisce dubitative (come le chiama lui) su Internazionale. Proprio su Internazionale sono state pubblicate recentemente Polaroidi, una decina di canzoni da lui composte un po’ per gioco un po’ perché da sempre appassionato alla musica anche se: “La musica mi odia, altrimenti insieme avremmo fatto cose bellissime. Bastarda”. Lui stesso ammette che quando aveva 18 anni fondò un gruppo (“con tre concerti all’attivo”) di nome Soviet Sex in cui faceva il cantante in falso inglese. Era la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta, anni bellissimi per un ragazzo in cerca di libertà assoluta.

“Ora che sono un adulto, mi vedo come un cretino” dice, dopo aver raccontato di quando un suo amico prese a cazzotti Patti Smith o di quando lui stesso prese a schiaffi il figlio della cantautrice Nico. All’epoca non c’era alcuna distanza tra palco e pubblico, poteva succedere qualsiasi cosa, ci si sputava addosso o si lanciavano bottiglie di vetro; può sembrare follia ma è solo rabbia adolescenziale e il punk è pura liberazione. “Quando sei cresciuto con quell’onda lì nel corpo – dice Gipi – questa cosa ti condiziona anche gli anni futuri. Quell’ idea di libertà non mi è mai passata, era ed è ancora l’unica cosa che mi interessa davvero. Subito dopo ci sono i soldi.”

Le Polaroidi sono delle canzoncine idiote, come lui stesso le definisce, che ha caricato su Soundcloud per farle ascoltare ad un suo amico batterista. A quanto pare, il sito gliele ha pubblicate su Facebook, e Internazionale ha fatto il resto. Nel giro di poche ore hanno raggiunto una notevole diffusione e lui ha cominciato a inviare mail di scuse ai suoi amici musicisti (quelli che suonano nei locali per pochi euro a serata) sentendosi in colpa per aver raggiunto, seppur involontariamente, tanta popolarità…

Tra i suoi brani ci sono: “l’uomo coi denti di pesce” che parla di Calderoli, “Avere un figlio dal Demonio”, canzone sull’aborto o meglio su una ragazza che, dopo aver passato una notte di passione con un uomo bellissimo come un angelo caduto, scopre di essere incinta e il padre è in realtà Satana. E adesso? Come la prenderanno al Vaticano? Sono canzoni pop, con una buona base melodica e ritornelli divertenti ma incisivi. “Vivo Facebook come in seconda media: sto seduto all’ultimo banco e lancio palle di carta agli altri.” E raccontando le sue storie di stalking sul web, continua: “Gli umani non sono dal vivo così cattivi tra di loro come lo sono sui social network”.

Gipi ha da poco ricevuto, col suo ultimo lavoro Unastoria, la candidatura al Premio Strega ed è la prima volta che una graphic novel viene proposta per il riconoscimento più prestigioso d’Italia. Questo significa che viene data maggiore attenzione non solo all’elemento narrativo ma anche a quello grafico; c’è da dire che in Italia, come sempre, esiste una situazione paradossale anche nell’ambito del fumetto: la produzione è vasta ma c’è scarsa promozione soprattutto sui giornali. XL Repubblica, come può testimoniare Valtorta, era uno dei pochi ad avere ancora la rubrica delle strisce in cui decine di giovani fumettisti italiani hanno avuto la possibilità di farsi conoscere (per citarne alcuni: Alessandro Baronciani, Ale Giorgini e Tuono Pettinato). “I ragazzi che vogliono fare il mestiere che faccio io adesso, – spiega Gipi – se la giocano solo sul talento.” Sui giornali non c’è spazio, solo il web può fare da trampolino di lancio. La pubblicazione avviene in un secondo momento, com’è successo per Zerocalcare, il fenomeno del momento nella scena del fumetto.

Sillogismo conclusivo dell’incontro: Gipi fa fumetti. Gipi è punk. I fumetti (di Gipi) sono punk.