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Il 3 novembre 2015 la Camera dei Deputati ha approvato all’unanimità una mozione che impegna il Governo a promuovere e adottare a livello nazionale, europeo e internazionale la Dichiarazione dei Diritti in Internet, varata il 28 luglio 2015 dalla Commissione per i Diritti e Doveri in Internet presso la Camera dei Deputati.

Il documento, nato da un lavoro bipartisan impreziosito dalla consulenza di operatori del settore, studiosi ed esperti, fissa dei paletti entro cui dovrà svilupparsi l’attività legislativa futura, partendo dall’assunto che il digitale è e sarà sempre più parte della vita reale.

Come divulgare in termini non giuridici i concetti contenuti nella Dichiarazione?
È questo uno dei motivi che hanno spinto Anna Masera (Public Editor de La Stampa, già responsabile della comunicazione della Camera dei Deputati) e Guido Scorza (avvocato e presidente dell’Istituto per le Politiche dell’Innovazione) a scrivere il saggio “Internet, i nostri diritti” (Ed. Laterza, 2016), presentato al Festival in Sala dei Notari in un incontro chiaro ed esaustivo, impreziosito dalla partecipazione del giornalista de Il Sole 24 Ore Luca De Biase e del giurista e già Garante della Privacy Stefano Rodotà, in collegamento via Skype in apertura.
“Un diritto non esiste fino a quando i soggetti titolati a esercitarlo non sanno di averlo”, l’incipit con cui Scorza va subito al punto della questione e che precede una serie di slide dedicate ai diritti che la Dichiarazione si prefissa di garantire, tra cui l’Accesso a Internet, la Privacy, l’Identità, la Sicurezza e l’Oblio.
“Diritti che devono essere garantiti – osserva Anna Masera – anche in tempi di terrorismo, quando in ottica di prevenzione si tende a commettere abusi nel controllo”.
Avere una Carta dei Diritti in Internet, quindi, appare di fondamentale importanza perché, secondo Luca De Biase, “L’umanità sta cambiando e dobbiamo rendercene conto per cercare di tirare fuori il meglio di se stessa”.