Un teatro pieno di gente e sul palco una sola sedia: questa la cornice dell’incontro Carta bianca che si è svolto venerdì sera al teatro Morlacchi con protagonista assoluto Marco Travaglio, direttore del fatto quotidiano.

In questo caso – potremmo dire – un nome, un programma dal momento che nessuno si aspettava niente di meno, dal giornalista italiano, se non un’analisi approfondita dei maggiori problemi della cronaca nazionale. Eppure è stato molto più di questo, quasi un vero e proprio spettacolo che poco si avvicinava all’improvvisazione suggerita dal titolo.

Travaglio, infatti, per l’occasione si era portato con sé il testo proposto dalla semplificazione della riforma costituzionale in atto, della quale ne ha illuminato difetti e mancanze. Ma nella sua borsa aveva anche tanti ritagli dei principali giornali italiani, con titoli contraddittori in merito alle stesse vicende utili proprio a dimostrare la confusione di cui tutti siamo (allo stesso tempo) vittime e artefici. Altri argomenti trattati nell’incontro sono stati il caso di Quarto e la vicenda dell’intervista di Bruno Vespa a Riina Junior, il figlio del noto boss siciliano Toto Riina.