DSC_0005Nella mattinata di venerdì si è svolto nella Sala del Perugino dell’Hotel Brufani il seminario La satira e limiti delle espressioni d’odio, della diffamazione, della critica tenuto dall’Avvocato Marcello Bergonzi Perrone, membro del Circolo Giuristi Telematici e docente presso l’Università Statale di Milano.

Sono stati forniti ed approfonditi riferimenti a norme giuridiche, necessari ad acquisire nozioni fondamentali per l’esercizio della satira ma anche della professione giornalistica in generale; un incontro quindi estremamente utile non solo ai giornalisti, ma anche a chiunque esprime quotidianamente il suo pensiero sui social network.

Tutto è perdonabile alla satira? Ci sono dei limiti? Ci sono dei confini giuridici? Ci sono dei confini morali? La satira può offendere? Può intervenire la censura a limitare la libertà di espressione e di pensiero? Queste alcune delle domande su cui Perrone ha incentrato il seminario.

L’art.21 della Costituzione Italiana garantisce la libertà di pensiero a tutti i cittadini ed in sostanza dà loro diritto di informare e di informarsi in qualsiasi modo e forma e di ricevere informazioni. Questo fondamentale articolo è strettamente e vicendevolmente collegato all’art.51 del Codice Penale in base al quale è sancito che l’esercizio di un diritto ne esclude la punibilità.

Ma non è tutto così semplice: esistono dei limiti posti dalla Legge.

Gli articoli 594 e 595 del Codice Penale definiscono l’Ingiuria (offesa all’onore ed al decoro della persona presente) e la Diffamazione (offesa dell’altrui reputazione) e prevedono pene sia pecuniarie che in alcuni casi detentive, che aumentano se le offese avvengono a mezzo stampa. La Reputazione, inoltre, sebbene sia un concetto complementare all’Onore – che è garantito dall’art.3 della Costituzione – è un carattere che può variare perché correlato alla personalità effettiva e storica del soggetto passivo.  

Ad esempio, non si può dare del “ladro” ad un ladro: non si può identificare un attributo negativo ad una persona; è corretto dire Tizio è stato condannato per furto, ma non Tizio è ladro.

Le violazioni comportano due tipi di Responsabilità, che non sempre coincidono e non sempre sono punite allo stesso modo, quella Penale e quella Civile, normata dagli articoli 11 e 12 della Legge Stampa n.47/1948.

In sostanza, la Satira è una forma artistica ed in quanto tale non può non tendere al riso: impedirla significa impedire un esercizio garantito dalla Costituzione (art.21).

Tuttavia è fondamentale che non aggredisca mai gratuitamente ledendo l’onore e la reputazione del soggetto interessato e che in caso di diffusione di una notizia mediante l’esercizio satirico, è necessario che la notizia sia vera.

Sebbene vi siano alcune limitazioni, la Satira non è oggetto di norme precise e dedicate ma di linee guida tracciate dalla Commissione di Vigilanza sui Servizi Radiotelevisivi, dal Garante delle Comunicazioni e dalle norme Internazionali. 

Per chi volesse approfondire, la registrazione completa dell’evento è disponibile sul canale YouTube del Festival.