10_04_2016-Rinascita-newsletter-Rub-n-M.-Checa-5-_595Di fronte al proliferare di piattaforme per diffondere contenuti e fidelizzare i lettori, che ruolo hanno le newsletter? C’è chi le considera un binario ormai morto e chi invece sta ritornando negli ultimi anni al loro utilizzo, con caratteristiche e finalità del tutto nuove. Se n’è parlato al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia nel corso del workshop “La rinascita delle newsletter”, a cura di Lelio Simi, giornalista freelance e co-fondatore di DataMediaHub.

“C’è un cambio di paradigma nel fare newsletter – ha esordito Simi – l’email marketing continua a esistere ma è cambiata l’ottica del suo utilizzo: prima si chiedeva al lettore di fare qualcosa, come comprare un prodotto, mentre adesso le newsletter mettono al centro il lettore, fornendo non solo notizie in sintesi ma anche servizi”.

Oltre alle finalità sono cambiate le caratteristiche con cui si fa email marketing, “perché a cambiare – spiega il giornalista – è stato prima di tutto l’utilizzo delle email. Oggi leggiamo spesso le email sul mobile perché abbiamo la possibilità di essere connessi ovunque. Per questo nelle newsletter si punta a un’organizzazione più semplice, immediata, senza dimenticare il responsive design”.  

Diverse le case histories citate nel corso del workshop, tra cui quella di Quartz, dedicata a un pubblico che ha interessi specifici in ambito economico e di business, e quella di Vox sentence, newsletter più ‘generalista’ e incentrata sulle top news del giorno. “I due format – ha spiegato Simi – seguono un andamento diverso. Quartz ha una dimensione orizzontale, nel senso che si preferisce dare una quantità più elevata di materiale da leggere, ma con uno sviluppo del tema in massimo 50 parole e una grande quantità di link. Nel caso di Vox sentence, invece, si ha una dimensione verticale, con 3 notizie principali sviluppate in maniera più approfondita”.

“In entrambi i casi – ha continuato il cofondatore di DataMediaHub – la brevità della scrittura non deve incidere sulla cura dei contenuti poiché l’obiettivo è intessere un rapporto diretto con il lettore, oltre che promuovere brand awareness e rimandare a contenuti e link sponsorizzati”.

Il workshop si è concluso con il racconto dell’esperienza diretta dello stesso Simi nel realizzare e gestire una newsletter. “Wolf. – ha affermato il giornalista – è nata dalla collaborazione tra DataMediaHub e Slow News. Pur essendo indirizzata a un pubblico di professionisti della comunicazione, l’ottica rimane la stessa. Da un obiettivo di promozione di contenuti si è passati a un obiettivo di connessione con una determinata comunità, alle cui esigenze si vuole rispondere unendo la brevità delle notizie con altri servizi”.